COME LE FOGLIE

Si staccano i miei pensieri
dalla madre mente,
come le foglie dal loro ramo;
ma se queste dal vento
vengono costrette a turbinare
in un luogo affatto ospitale,
al contrario ai primi ci pensa
la mia fervida fantasia,
che permette loro di dondolarsi
in una realtà surreale.

Lasciato il padre albero,
sotto l'insistente spinta
di un refolo assai furioso;
le appendici vegetali
vanno incontro a destini diversi:
le fortunate sono quelle
che vengono a cadere lievemente
nelle acque di un ruscello amico,
le quali si offrono di condurle
a spasso per il bosco.

Alla stessa stregua,
sul loro incerto cammino
i miei prodotti mentali
s'imbattono in destini differenti
non sempre di loro gradimento;
infatti, essi li accolgono,
ora mettendo a loro disposizione
degli orizzonti d'incanto,
ora facendoli ritrovare
all'interno di abissi di bufera.

Perciò mi tocca ammettere
che hanno molto i miei pensieri
in comune con le foglie;
devono sia gli uni che le altre
sobbarcarsi a un incerto futuro:
a volte esso si mostra loro
prodigo di gentilezze squisite;
altre volte invece,
senza un ragionevole motivo,
li accoglie con feroce sadismo.