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IL GUERRIERO
Non so se è per ancestrale retaggio
o per altri motivi a me sconosciuti,
che nel profondo del mio subconscio
vado avvertendo il forte impulso
a vestire l'abito dell'antico guerriero.
A volte sento in me furoreggiare
quegl'istinti audaci che appartennero
a chi volle consacrare alla sua patria
il meglio del suo spirito battagliero,
oltre che infiniti atti d'eroismo.
Allora divento l'eroe che brama solo,
con la sua spada assetata di giustizia,
di spazzare via dalle strade del mondo
il malcostume che continua a dilagarvi
senza scrupolo e senza ritegno.
Ma poi mi rifiuto di porre termine
alle mie ingenti sante crociate,
intanto che deciso e senza timore
le vado conducendo con animo fiero
nella furiosa e aspra battaglia.
Dopo esserne uscito assai vittorioso,
non ho più nulla da rimproverarmi;
la mia coscienza, prendendone atto,
si mostra particolarmente appagata,
per aver compiuto il proprio dovere.
In seguito continuo a considerarmi
il cavaliere senza macchia e senza paura
sempre in cerca d'ingiustizie da debellare,
non dimentico nella sua opera epurativa
di abbattere i soprusi e le prepotenze.

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